Contro la repressione, estendere la SOLIDARIETA’, rilanciare la LOTTA!


Nella mattinata di mercoledì 4 maggio, 22 studentesse e studenti medi e universitari sono stati bruscamente svegliati da uomini in divisa. Immediatamente sono scattate le perquisizioni, seguite dalla schedatura e dalla consegna di 22 ordinanze di custodia cautelare, tra cui 5 arresti domiciliari. Mentre sui maggiori quotidiani nazionali le veline ci narrano di questi “pericolosi anarchici” arrestati perchè violenti e quindi accusati di appartenere ad un’unica associazione a delinquere, uno studio più accurato degli atti accusatori delinea i contorni di un’operazione intimidatoria. Gli atti criminosi che sarebbero stati commessi dai giovani compagni sono quasi tutti collocati all’interno delle lotte per il diritto allo studio e contro l’università-azienda. Sono una semplice conseguenza dell’aver condotto una ferma resistenza alle politiche di smantellamento di scuola ed università ed alla capacità di autorganizzarsi. Non si tratta, però, soltanto di colpire gli studenti in quanto tali, ma c’è la precisa volontà di aumentare il livello repressivo nei confronti di chi oggi si oppone con mobilitazioni di massa, cortei, occupazioni ed autogestione di spazi di socialità e lotta. Azioni compiute da migliaia di persone vengono trasformate dal prisma della questura in semplici atti di delinquenza comune, quando invece sono stati l’unica risposta possibile al comportamento criminale del governo e dell’Unione Europea in materia di istruzione pubblica, lavoro, ambiente e politiche sociali.
Non lasceremo che questura e magistrati, attraverso simili montature realizzate ad arte per i media, fermino la nostra lotta.

Compagne e compagni uniti contro la repressione

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