Solidarietà a Luca e al movimento NOTAV della Val di Susa


Sabato 25 Febbraio si è svolta un’enorme manifestazione da Bussoleno a Susa lungo un percorso di otto chilometri: più di 75000 persone hanno espresso solidarietà a tutto il movimento No Tav e ai suoi arrestati, estendendo di fatto la lotta oltre la Val di Susa e il non-cantiere di Chiomonte. E’ chiaro, infatti, che non è più in gioco solo un interesse “localistico”, ma che in Val di Susa si gioca una partita che riguarda gli assetti fondamentali della democrazia: il rispetto del diritto alla salute, il rispetto dell’ambiente, la lotta alla mafia e alla speculazione. Si è vista una risposta ampia e solidale all’attacco repressivo voluto dal procuratore Caselli avvenuto il 26 gennaio scorso, che ha colpito 52 persone, tra cui 26 in carcere e 15 con misure cautelari. La giornata di sabato si è chiusa con le cariche della polizia all’interno della stazione di Porta Susa a Torino contro i manifestanti che stavano tornando nelle rispettive città. Al ritorno dalla Valle infatti i manifestanti si sono trovati i celerini schierati davanti ai binari del treno per Milano con la scusa di controllare i biglietti:  c’è stata una prima carica durante la contrattazione del prezzo del biglietto collettivo, poi una seconda, dalle spalle, quando la contrattazione era finita e i manifestanti stavano salendo sul treno. Sono stati lanciati lacrimogeni CS, vietati anche nei conflitti bellici perchè altamente nocivi, in stazione e addirittura all’interno dei vagoni: dietro a tutto questo troviamo un volto già noto alla cronaca e ai compagni, ovvero il solerte Spartaco Mortola, il macellaio della Diaz. Stamattina la situazione in Valle è precipitata: gli espropri dei terreni, necessari per ampliare il non cantiere Tav, sono stati anticipati di un giorno. Le Forze dell’ordine hanno militarizzato completamente la Valle e tentato di abbattere la Baita Clarea, il presidio simbolo del Movimento No Tav della Valle. Vari compagni si sono barricati all’interno, impedendo la demolizione, mentre Luca Abbà si è arrampicato su un traliccio dell’alta tensione per cercare di resistere allo sgombero. Qui è avvenuto un atto di una gravità estrema: un poliziotto si è arrampicato sul traliccio per far scendere Luca, provocandone la folgorazione prima e la caduta poi. Gli assassini di Stato hanno aspettato ben 45 minuti a soccorrere Luca, trasportato poi al Cto di Torino con una grave emorragia interna, ustioni e fratture. Luca ora è fuori pericolo, ma una cosa è chiara: il morto è stato evitato per miracolo, morto che non è stato cercato dagli “anarco-insurrezionalisti” , ma proprio dagli sgherri di Manganelli, il capo della Polizia che pochi giorni prima aveva cercato di criminalizzare il movimento No Tav, denunciando una presunta volontà omicida di alcune frange del Movimento.

Nella Valle le reazioni sono state immediate: il sindacato Cobas ha chiamato lo sciopero in tutte le aziende della Valle, mentre studenti e altri attivisti No Tav stanno facendo blocchi stradali per impedire il movimento dei mezzi antisommossa e si stanno incatenando per impedire gli espropri dei terreni che avevano comperato a piccoli lotti per rallentare le operazioni di esproprio. Da parte nostra, con ancora negli occhi lo spettacolo della manifestazione di Sabato, non possiamo che esprimere solidarietà al Movimento No Tav e sopratutto a Luca, augurandogli una pronta guarigione.

Invitiamo tutti a partecipare al presidio che si terrà oggi alle 17.30 in Via Cavour, di fronte alla Prefettura, perchè è urgente e necessario esprimere solidarietà per far fronte all’ennesimo attacco figlio delle logiche del profitto.

A FIANCO DELLA VALLE RESISTE! AL FIANCO DI LUCA!

 A SARA’ DURA!

COLLETTIVO POLITICO * SCIENZE POLITICHE

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