LIBERTA’ PER LANDER FERNANDEZ! solidarietà con i prigionieri e i perseguitati politici!


Come Collettivo Politico di Scienze Politiche esprimiamo massima solidarietà a Lander Fernandez, arrestato stamattina, 13 Giugno, e a tutti i compagni, i perseguitati e prigionieri politici che lottano per l’indipendenza di Euskal Herria e per un mondo senza più sfruttati nè sfruttatori.

Ribadiamo quanto sia importante estendere la solidarietà con tutti i prigionieri e perseguitati politici e rilanciare in maniera autorganizzata la lotta di classe contro il sistema capitalista a partire dai quartieri, dai luoghi di lavoro, dall’università e dalle scuole.

La solidarietà è un’arma!

Euskal Herria non cammina da sola!

Contro la repressione, estendere la solidarietà! Rilanciare la lotta!

I FATTI

Stamattina, 13 Giugno 2012, una decina di agenti della DIGOS si sono recati, armati e incapucciati, presso un’occupazione romana portandosi via Lander Fernandez, un cittadino basco da un anno residente nella capitale italiana. Dalle frammentarie notizie che abbiamo al momento il ragazzo sarebbe negli uffici della Questura di Via Genova. Alcuni legali messi a disposizione dall’Associazione Giuristi Democratici e da altri studi della capitale attivi nella difesa degli attivisti dei movimenti sociali stanno giungendo sul posto per chiedere conto di un’operazione evidentemente esagerata.

Fuori dalla Questura si sono riuniti già alcune decine di attivisti dei centri sociali e della rete di solidarietà con i Paesi Baschi attiva nella capitale. Rete che proprio in questi giorni aveva lanciato una campagna di solidarietà nei confronti di Lander e di denuncia del suo assurdo caso (vedi http://uncasobascoaroma.noblogs.org/).

Più volte Fernandez aveva denunciato di essere seguito e pedinato da agenti dei servizi di sicurezza spagnoli, a volte con fare minaccioso e intimidatorio. Negli ultimi giorno aveva dichiarato che non si sarebbe presentato all’udienza del processo contro di lui, intentato dall’Audiencia Nacional di Madrid, prevista per il 18 giugno.

“Contro di me è in atto una vera e propria persecuzione politica e giudiziaria” aveva denunciato il ragazzo in vari incontri realizzati nelle ultime settimane con forze politiche della sinistra, centri sociali, associazioni per i diritti umani e sindacati di base.

Fernandez non riconosce la imparzialità di un Tribunale Speciale come quello che Madrid ha ereditato dal regime fascista e che è dedito alla persecuzione degli attivisti sociali e politici baschi, e sa bene che non avrebbe grandi chance di ottenere un processo giusto e imparziale da parte di una magistratura asservita agli interessi politici dei partiti spagnolisti.

Alcuni anni fa Fernandez venne sequestrato per la strada, a Bilbao, da alcuni agenti dei servizi di sicurezza spagnola che lo minacciarono di arresto nel caso in cui non avesse collaborato, visto che il suo nome era stato fatto da un militante della sinistra indipendentista basca sotto tortura. Fernandez ribattè che non aveva alcuna intenzione di collaborare e dopo pochi giorni venne arrestato di nuovo con altre accuse.

In seguito, per un altro processo, fu condannato a tre anni di carcere per ‘banda armata’ perchè trovato in possesso di alcuni blocchetti della lotteria che il movimento antirepressivo basco organizza ogni anno per raccogliere fondi a favore dei prigionieri politici.

Ma l’anno scorso fu assolto da questa accusa.

Fonte: /www.contropiano.org/

COLLETTIVO POLITICO * SCIENZE POLITICHE

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