LA SOLIDARIETA’ DEI NOSTRI COMPAGNI

Ringraziamo sentitamente i compagni e le realtà cittadine e di tutta italia che hanno espresso la solidarietà a tutti i compagni colpiti dalle ultime ondate repressive (4 Maggio/13 Giugno)a Firenze.

JAGU, LOTTO, COSTI, PAKO, MIRKO, PINE, DANI, LUCA, MASSI, PIETRO, VIK, SID
LIBERI!


TUTTI LIBERI! TUTTE LIBERE!

Di seguito i comunicati di solidarietà: Prosegui la lettura »

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NO al ministro della guerra ! FUORI FRATTINI da Firenze ! CORTEO

CORTEO ore 13.30 da piazza della Repubblica

A Firenze dal 6 al 10 maggio tutti i maggiori rappresentanti dell’Unione Europea si incontrano per “interrogarsi sullo Stato dell’Unione, sulle azioni in corso e sulle prospettive future”. I leader della Fortezza Europa, fondata sull’esclusione e sulla repressione, saranno a Firenze per una kermesse utile solo all’immagine sbiadita di una politica europea, la cui principale funzione sembra sia rimasta quella dei respingimenti di massa. All’incontro parteciperà naturalmente anche il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che sarà a Firenze il 9 maggio. L’Italia è pienamente partecipe della recente impresa neocoloniale in Libia. Il ministro Frattini è il rappresentante di un Governo in guerra, che partecipa senza remore ai bombardamenti “alleati” sul territorio e sulle popolazioni della Libia spinto dalla necessità di difendere gli interessi economici del grande capitale italiano.

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Due parole su perquisizioni e misure cautelari

Nella mattinata di ieri, 4 maggio 2011, 22 studenti sono stati bruscamente svegliati da uomini in divisa. Prima le perquisizioni, poi la schedatura e, infine, la consegna di 22 ordinanze di custodia cautelare, tra cui 5 arresti domiciliari, sono state le fasi di una mattinata di ordinaria repressione. Se questo non bastasse i media hanno sbattuto sulle prime pagine, anche nazionali, la notizia, presentando l’operazione come grande successo della collaborazione tra polizia ordinaria e servizi segreti. Tante parole sono state spese sulla questione, ma crediamo che qualche precisazione sia necessaria.

Hanno parlato di noi nella maniera più svariata, ci hanno alternativamente dipinto come pericolosi delinquenti o come poveri e ingenui studenti: non siamo nè l’una nè l’altra cosa.

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Contro la repressione, estendere la SOLIDARIETA’, rilanciare la LOTTA!

Nella mattinata di mercoledì 4 maggio, 22 studentesse e studenti medi e universitari sono stati bruscamente svegliati da uomini in divisa. Immediatamente sono scattate le perquisizioni, seguite dalla schedatura e dalla consegna di 22 ordinanze di custodia cautelare, tra cui 5 arresti domiciliari. Mentre sui maggiori quotidiani nazionali le veline ci narrano di questi “pericolosi anarchici” arrestati perchè violenti e quindi accusati di appartenere ad un’unica associazione a delinquere, uno studio più accurato degli atti accusatori delinea i contorni di un’operazione intimidatoria. Gli atti criminosi che sarebbero stati commessi dai giovani compagni sono quasi tutti collocati all’interno delle lotte per il diritto allo studio e contro l’università-azienda. Sono una semplice conseguenza dell’aver condotto una ferma resistenza alle politiche di smantellamento di scuola ed università ed alla capacità di autorganizzarsi. Non si tratta, però, soltanto di colpire gli studenti in quanto tali, ma c’è la precisa volontà di aumentare il livello repressivo nei confronti di chi oggi si oppone con mobilitazioni di massa, cortei, Prosegui la lettura »

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Solidarietà ai compagni Napoletani

Come compagni del Colletivo Politico di Scienze Politiche vogliamo esprimere la massima solidarietà e vicinanza ai compagni napoletani aggrediti stamattina dai fascisti, mentre stavano cancellando scritte ineggianti al nazismo davanti alla facoltà di lettere.

Si è trattato di una infame aggressione compiuta da tre appartenenti a Casapound che muniti di lame hanno accoltellato senza esitazione tre studenti, i quali sono attualmente all’ospedale. Un vile attacco armato e premeditato ai danni di chi è sempre attivo nelle lotte antifasciste e nelle lotte sociali, il tutto dopo le due aggressioni nei giorni passati ai danni di militanti antifascisti a Roma.

Non possiamo più accettare gli agguati e la violenza fascista, è necessario continuare con determinazione la nostra lotta e la nostra presenza nei qurtieri, nelle piazze e nelle università, per togliere ogni tipo di spazio e agibilità ai fascisti, tanto agli squadristi quanto ai loro protettori in doppio petto.

CONTRO IL FASCISMO CON OGNI MEZZO NECESSARIO!

ORA e SEMPRE RESISTENZA!

COLLETTIVO POLITICO
SCIENZE POLITICHE

 

vedi anche i siti dei compagni della Federico II e del CAU:

Studenti Federico II

CAU

 

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LA LIBIA FRA RIVOLTE E GUERRA

13 MAGGIO >> ore 17 POLO DI NOVOLI aula 0.03 edificio D5

Le rivolte in Libia e gli interventi militari dell’occidente. Tra liberazione e neocolonialismo, per conoscere meglio le realtà arabe in rivolta e per contrastare le mire degli stati capitalisti. Il territorio italiano come base di lancio della guerra, dal comando NATO di Napoli, alle basi militari sul nostro territorio.

NE PARLIAMO CON

Prof. Gian Paolo CALCHI NOVATI

(docente e ricercatore dell’Università di Pavia, esperto di medio oriente e africa)

Sergio CARARO

(direttore di ControPiano)

COLLETTIVO POLITIVO

SCIENZE POLITICHE


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25 APRILE : GIORNATA ANTIFASCISTA

ore 15:30 >> CORTEO STUDENTESCO Piazza  S Marco

dalle ore 15 >> Piazza S. Spirito musica, controinformazione, cibo e bevande a prezzi popolari

ore 17:00 >> CORTEO CITTADINO ANTIFASCISTA

a seguire musica dal vivo con MALASUERTE FI SUD   BANDA K100  e IL MENESTRELLO

 

FIRENZE ANTIFASCISTA

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Sull’uccisione di Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni è stato un attivo militante nella solidarietà con la causa palestinese per 10 anni.  Di questi, gli ultimi due e mezzo passati nella Striscia di Gaza con l’International Solidarity Movement, un movimento non-violento di resistenza contro la repressione portata avanti dalle forze dell’occupazione israeliana nei confronti della popolazione arabo-palestinese. Ha pagato la sua lotta di civiltà con la detenzione e l’incarcerazione, cui lo ha più volte sottoposto l’esercito israeliano, in seguito alla sua partecipazione ad azioni di interposizione non violente sia nella West Bank che a Gaza. Ovviamente questa sua attività, legata a quella di reporter con cui documentava le atrocità subite dal popolo palestinese nel  corso degli anni, ne ha fatto uno dei tanti nomi (insieme a quelli di tanti attivisti e pacifisti, anche israeliani) presenti nella famigerata “lista nera”, attraverso la quale uno stato “democratico” e “libero”, come Saviano descrive Israele, si permette di incarcerare, espellere, o deportare ogni persona che viene considerata “nemico di Stato”.

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CON VITTORIO NEL CUORE, PALESTINA LIBERA !

Domenica ore 17.30 Presidio in p.zza Repubblica

Per ricordare Vittorio, nella giornata dei prigionieri palestinesi incarcerati da Israele.

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”
A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.

Vittorio Arrigoni, Gaza, 8 gennaio 2009

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