Quel che non si ricorda il 10 febbraio


“So che a casa vostra siete dei buoni padri di famiglia, ma qui voi non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori.”

Benito Mussolini, 1943

Con la fine della I guerra mondiale l’Italia ottiene, come

compenso per essere entrata in guerra a fianco dell’Intesa, l’Alto Adige, le città di Trieste e Gorizia, l’Istria e la Dalmazia, ovvero alcuni territori con maggioranza etnica italiana e molti altri con maggioranza slovena e croata. I suddetti territori annessi subiscono, da prima del ’22 e soprattutto durante il Ventennio, una italianizzazione forzata: l’italiano diventa l’unica lingua ufficiale, lo sloveno e il croato vengono banditi, le scuole slovene chiuse, gli insegnanti mandati al confino, le associazioni non italiane e i partiti messi fuori legge così come la stampa locale. La II guerra mondiale peggiora la situazione: nel 1941 l’Italia, insieme all’alleato nazista, occupa la ex Jugoslavia. La sua “zona di competenza” corrisponde all’odierna Slovenia. Mentre in Italia vengono allestiti decine di campi di internamento per jugoslavi, Lubiana, ad esempio, diventa un campo di concentramento a cielo aperto (fu chiusa completamente da un reticolato) e violenti rastrellamenti si perpetrano in tutta la città. In Croazia e Montenegro vengono imposte dittature fasciste. Di fronte alla forza della resistenza jugoslava (che liberò il paese senza l’aiuto né di Stalin né degli Alleati), vengono rastrellati e incendiati interi villaggi, uccisi civili senza processo e commesse atrocità di ogni tipo per dissuadere col terrore coloro che erano oppressi da più di venti anni dal resistere.

Un simbolo di tutto ciò è la circolare 3C (del Gen. Roatta, criminale di guerra iscritto nelle liste dell’ONU e fatto scappare nella Spagna di Franco) che prevede esecuzioni sommarie (soprattutto contro i comunisti!) secondo il principio “testa per dente” e non secondo quello più noto di “dente per dente” (vale a dire 50 civili slavi ogni occupante fascista ucciso…). Questo è il contesto nel quale va inquadrato il fenomeno delle foibe e sul quale i sedicenti studiosi e storici, troppo spesso dal passato censurabile, glissano. Operazione che va di pari passo ai tentativi privi di fondamento storico di gonfiare il numero dei cosiddetti “infoibati”(Gasparri è riuscito a parlare addirittura di un milione di infoibati!!). Ma i dati sono chiari, e le prove, sempre se le si leggono, inconfutabili! E, siccome, non ci fermiamo ai numeri ma andiamo alla sostanza, è interessante capire chi sono gli infoibati per capire chi sono coloro che li piangono e li ricordano oggi: si tratta in larghissima maggioranza di esponenti fascisti (militari, podestà, aguzzini delle varie milizie) e collaborazionisti vari, che hanno appoggiato l’occupazione di quelle stesse terre per mano fascista e nazista. Ne risulta ovvio che non era in corso nessuna pulizia etnica da parte dei partigiani titini, ma una vera e propria guerra di Liberazione, paragonabile alla nostra Resistenza, come dimostrano ad esempio le centinaia di italiani che hanno militato nell’Esercito di Liberazione Jugoslavo (e viceversa). E chiaro è pure il tentativo di delegittimare questa Resistenza in due differenti direzioni: da un lato contro il governo di Tito che chiedeva l’estradizione di tutti i criminali di guerra italiani da processare (fatto, fra l’altro, mai avvenuto!); dall’altro lato contro ogni forma di Resistenza e contro il comunismo tutto, tema questo che mette d’accordo sia lo Stato che tutti i nostalgici del fascismo (non è un caso, infatti, l’istituzione della giornata del ricordo su proposta di Roberto Menia, missino trasmigrato in FLI). E’ così che i repubblichini vanno equiparati ai partigiani, si esaltano le “opere sociali” del Duce, ci si scorda delle centinaia di migliaia di persone morte per mano italiana nelle imprese coloniali e di vent’anni di oppressione che hanno portato alla guerra. Insomma: “italiani brava gente”. L’operazione politica che sta dietro a tutto il fenomeno del revisionismo storico è chiara: riscrivere la storia del nostro paese del secolo scorso su parametri ideologici nazionalisti, reazionari e anticomunisti, in modo da minare sempre più la coscienza e l’unione delle classi sfruttate, per gestire in senso liberista e autoritario le tensioni sociali che la crisi sta inevitabilmente generando. Per tutto questo, non siamo disponibili ad accettare nessuna manipolazione da parte di chi nel giudizio della storia è posto tra gli sconfitti. Queste squallide manovre non ci convincono a cedere nemmeno un centimetro di agibilità politica ai nostalgici e ai fascisti del terzo millennio.

IN DIFESA DELLA RESISTENZA PARTIGIANA!

CONTRO IL REVISIONISMO STORICO!

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI DI IERI E DI OGGI!

Collettivo Politico Scienze Politiche

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  1. #1 di compagnox il 3 Giugno 2012 - 19:03

    @Aldo
    Noi non abbiamo una “fede”, non siamo dogmatici. Ciò dovrebbe bastarti per comprendere come mai abbiamo scritto questo volantino

  2. #2 di Aldo Galli il 3 Giugno 2012 - 17:59

    Mi pare che la vostra visione delle cose sia incompleta perchè filtrata dalla vostra fede politica.
    Ancora prima che voi diciate qualcosa sulla mia concezione politica, vi dico fin da subito che non sono né fascista, né comunista, e che il mio consiglio non ha nulla a che fare con la politica.
    Venendo al dunque mi è parso che un argomento tanto grave e complesso non debba essere semplificato per dare la colpa solo a qualcuno.
    Le foibe sono solo l’ultimo anello di una catena lunga diversi secoli… molto facile considerare solo quest’ultima.
    Penso che se una persona non sa una cosa, prima di scrivere o parlare di essa, debba informarsi, anche solo per non inquinare la società di menzogne.

  3. #3 di fabrizio il 11 Febbraio 2012 - 09:03

    secondo me uno dei problemi ( non da sottovalutare ) è che il revisionismo storico che una certa parte politica stà portando avanti fà breccia tra i “pischelli” che ignorantemente si fidano dei mezzi di formazione di regime e non hanno nessuno che faccia una vera e propria contro-informazione ( contro-informazione ….. per me è quella VERA !) e ci cascano. Troppi hanno il simbolo di casapound sullo zainetto di scuola, troppi con testa rasata e anfibi ….. troppo vuote la Case del Popolo ……. sarebbe troppo lungo l’argomento ….. mi fermo qui …. fraterni saluti Fabrizio

(non verrà pubblicata)